Cose di altri anche un po' mie, Libri, Vita quotidiana

Cosa c’è da sapere su “Quello che non sono mi assomiglia”

Eccoci: giovedì 26 ottobre esce per Autori Riuniti “Quello che non sono mi assomiglia”. È un romanzo, dura 103 pagine, costa 13 euro e io ne sono l’autore. Non dico niente di straordinario se rivelo, fin da ora, di aver scelto una sola, forse scontata, dedica. Ci sono, tuttavia, molte altre persone che è mio dovere ringraziare e questo posto – questo momento – mi pare il più giusto per farlo. L’elenco vero sarebbe lunghissimo e forse troppo generoso: mi limiterò a citare le persone cui riconosco un ruolo che è stato – consapevolmente o meno – attivo nella produzione del libro. Inizio con dei grazie che, se il termine non suonasse freddo, definirei “tecnici”: Alessio, Andrea, Vito tutti insieme e Luca Glebb che ci ha fatto incontrare. In realtà siete stati e siete molto di più di semplici tecnici. Ci sono dei grazie “morali”: Nadia, Anna, Alice, Giada, Stefano (<3), Michele e Luca, anche tu autore riunito. Le vostre parole mi sono state di incoraggiamento. Poi vengono i grazie “creativi” cui sono proprio affezionato perché mi hanno aiutato a pianificare, immaginare, scrivere. Spesso è bastato uno sguardo tagliente, un nome o un piccolo aneddoto imbarazzante. Luis, Francesca, Roberto, Arianna, Giovanni, Adriano, Gianmaria, Adèle, Antonio, Andrea, ancora Giada, ancora Anna, ancora Alice. A voi sono un po’ debitore: dire questo non è retorico, ma ha a che fare con il motivo per cui sui social mi faccio chiamare “posticci”. È una mia invenzione che si ispira a un passo di “Invisible Monsters” di Chuck Palahniuk: Niente di me è originale. Sono il risultato dello sforzo di tutti quelli che ho conosciuto. Mi sento di dire, con questa chiave di lettura, che “Quello che non sono mi assomiglia” è un libro molto “posticci”. Arrivati qui, penso non sia fuori luogo nominare anche gli autori che mi hanno fatto compagnia durante la stesura e che più volentieri ho “saccheggiato”: Yasmina Reza, Han Kang, Elsa Morante, Richard Ford, Lily King, Emmanuel Carrère, Elena Stancanelli, Phil Klay. In ordine di importanza.

Ora le informazioni utili: “Quello che non sono mi assomiglia” ha una distribuzione nazionale. Basta andare in una libreria – magari indipendente – e se non c’è, ordinarlo: anzi, così facendo, darete una mano alla visibilità del libro. Chi vive a Torino ha il lusso del Book Postino: contattatelo, prenotatene una copia e fatevela arrivare gratis a casa. Poi ci sono gli store online: dal momento che sono ancora scioccato dalla lettura di “Schiavi di un Dio minore” di Giovanni Arduino e Loredana Lipperini, mi impongo di non linkare Amazon (mostro!). Propongo, invece, il sito di Feltrinelli. Oppure il sito di Autori Riuniti: tra qualche ora sarà aggiornato e potrete fare lì la vostra buona azione. Se avete un Kindle o un altro genere di e-reader potete optare per l’e-book. Ci sono inoltre le presentazioni: la prima è venerdì 27 ottobre alla Libreria Pantaleon a Torino, ci si vede lì. Altre ne verranno. Declinerò spiritosamente ogni spiritoso invito alla “copia regalo”: una scelta forse antipatica, ma che tiene conto delle professionalità per mesi impegnate nella produzione del libro.

Se vorrete parlare con me, c’è il mio account Facebook, ma anche Twitter e Instagram. Sui social saranno, tra l’altro, forniti tutti gli aggiornamenti sul libro e le presentazioni, condivisi gli apprezzamenti, accolti i dibattiti e bannati i giudizi negativi (scherzo). Il giallo, naturalmente, impererà: uomo avvisato. A chi non mi conosce personalmente consiglio l’e-mail: gian.giraudo@gmail.com.

Che dire ancora? Vedere in forma di libro un documento Word che per più di due anni è stato privato, ed è cresciuto piano piano, è molto emozionante. Liberatorio. Sono sinceramente grato a chi, con un po’ fiducia, ci sceglierà. Trovare un modo per concludere dignitosamente questo post è scomodo: ho come l’impressione di dare l’addio a qualcosa quando invece questo è, lo spero, l’inizio di qualcos’altro. Nel dirvi buona lettura, uso le parole che Giulia Blasi ha scritto per l’uscita del suo ultimo libro. Le sento vicine anche a me: “Come si finisce, un post così? Non lo so. Da oggi, questo libro non mi appartiene più: è iniziato il suo cammino nel mondo, i personaggi non sono più solo miei, sono condivisi con tutti, sono nell’immaginazione di chi vuole immaginarli, e ognuno li vedrà in modo diverso da come li vedo io. Abbiatene cura”.

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